Cuggiono,
21 Settembre 2026
Lipedema, dal 2027 il nuovo codice: cosa cambia in Italia

Da gennaio 2027 il Sistema Sanitario Nazionale riconoscerà ufficialmente il lipedema con un proprio codice identificativo: E88.20. Ad annunciarlo è ITALF (Italian Lymphoedema Framework), punto di riferimento nazionale per la ricerca e la formazione su linfedema e lipedema, che ha reso nota la novità a inizio settembre 2026. Non è un dettaglio burocratico: per centinaia di migliaia di donne che convivono ogni giorno con questa patologia, significa vedere finalmente la propria diagnosi scritta nero su bianco, con lo stesso codice in ogni struttura sanitaria del Paese.
Cosa cambia in concreto
Il codice E88.20 nasce dal recepimento e aggiornamento da parte del Sistema Sanitario Italiano della classificazione internazionale delle malattie (ICD-10) adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la codifica delle diagnosi negli ospedali italiani.
Fino ad oggi, l’assenza di un codice dedicato ha reso difficile anche solo contare quante persone convivono con il lipedema in Italia, complicando la programmazione sanitaria e la ricerca epidemiologica. Un codice unico consente di raccogliere dati omogenei su scala nazionale.
Il nuovo codice legittima il lipedema come patologia autonoma agli occhi del sistema sanitario, del mondo medico e, non da ultimo, delle istituzioni chiamate a decidere sulle politiche di rimborso e presa in carico. Senza un’identificazione precisa nei sistemi informativi sanitari, è molto più difficile costruire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) dedicati o valutare l’impatto reale della patologia sul Servizio Sanitario Nazionale.
Per chi convive con il lipedema, spesso dopo anni di diagnosi mancate o sottovalutate, avere un nome ufficiale scritto in cartella clinica è anche un riconoscimento sul piano personale: la conferma che la propria condizione è reale, studiata e presa sul serio dalla medicina.
Un passo importante, ma non ancora il traguardo finale
È fondamentale essere chiari su un punto: l’introduzione del codice E88.20 non equivale, di per sé, all’inserimento del lipedema nei LEA (i Livelli Essenziali di Assistenza, l’elenco delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire gratuitamente o con il pagamento del solo ticket).
Il nuovo codice è, come sottolinea ITALF, il presupposto tecnico necessario perché in futuro il lipedema possa essere formalmente incluso nei LEA. Senza un codice diagnostico riconosciuto a livello nazionale, infatti, non è possibile costruire le basi amministrative su cui si fonda l’inserimento di una patologia nell’elenco delle prestazioni garantite.
Perché il percorso si completi, sarà necessario un ulteriore provvedimento che stabilisca in modo puntuale quali prestazioni diagnostiche e terapeutiche legate al lipedema debbano essere garantite gratuitamente dal SSN. Solo a quel punto si potrà parlare di cure davvero accessibili a tutte, indipendentemente dalla possibilità di sostenerne il costo privatamente.
Perché questa notizia riguarda tutti, non solo chi ne è direttamente colpito
Il riconoscimento formale di una patologia attraverso un codice diagnostico è spesso il primo tassello di un cambiamento più ampio: significa più consapevolezza nella comunità medica, formazione più mirata per i professionisti sanitari, e un terreno più solido su cui costruire ricerca clinica e advocacy. È un percorso che richiede tempo, ma che si muove nella giusta direzione grazie al lavoro costante di associazioni pazienti, società scientifiche e specialisti che da anni chiedono un riconoscimento chiaro del lipedema.
Fonte: ITALF – Italian Lymphoedema Framework (italf.org)